I modelli formativi si stanno evolvendo rapidamente: la Trasformazione Digitale della formazione ha superato i limiti del tradizionale modello frontale, aprendo così la strada a nuovi approcci più efficaci, flessibili e centrati sul discente. Grazie all’integrazione tra tecnologie, dati e pedagogia, oggi è possibile progettare esperienze di apprendimento che rispondono con precisione alle esigenze dell’organizzazione e dei singoli utenti. Tra i modelli più efficaci, tre si stanno affermando come pilastri della formazione digitale: il blended learning, il microlearning e l’adaptive learning.
Il modello formative Blended learning: integrare presenza e digitale per esperienze ibride
Il blended learning è un modello formativo ibrido che combina la flessibilità dell’online con il valore dell’interazione in presenza. Questa integrazione consente di ottimizzare tempi, costi e risultati, adattando l’esperienza formativa a obiettivi e target specifici.
Vediamo i principali vantaggi del blended learning:
- flessibilità nella gestione dei tempi e dei modi di fruizione: le parti online possono essere completate in autonomia, adattandosi agli impegni dei partecipanti; ciò riduce le interruzioni lavorative e favorisce una partecipazione più sostenibile;
- massimizzazione del valore dell’aula fisica: le sessioni in presenza si concentrano su attività interattive, lavori di gruppo, simulazioni ed esercitazioni pratiche che potenziano l’apprendimento esperienziale e il confronto tra pari;
- riduzione dei costi complessivi senza sacrificare la qualità: combinando momenti digitali e presenziali, le aziende ottimizzano le risorse logistiche, mantenendo alta l’efficacia e ampliando la portata della formazione.
Microlearning: un modello formative per apprendere in modo rapido, continuo e contestuale
Il microlearning si basa sulla somministrazione di contenuti brevi, focalizzati su singoli concetti, facilmente fruibili anche in mobilità. Questo modello formativo è progettato per agevolare l’apprendimento “just in time” e l’integrazione della formazione nella routine lavorativa.
Vediamo i benefici concreti del microlearning:
- apprendimento continuo integrato nella routine lavorativa: le pillole formative possono essere seguite nei momenti di pausa o tra un’attività e l’altra, costruendo un’abitudine costante e sostenibile all’apprendimento;
- facilità di memorizzazione e concentrazione ottimale: la brevità dei contenuti riduce il carico cognitivo, permettendo di assimilare nozioni fondamentali in modo efficace e duraturo;
- accessibilità immediata da dispositivi mobili: i contenuti sono progettati per la fruizione mobile-first, rendendoli ideali per chi lavora in mobilità o sul campo, aumentando l’inclusività e la disponibilità della formazione.
Caso aziendale – SACE
Il percorso verso un nuovo modello organizzativo agile è stato realizzato dal Gruppo SACE nel 2024, coinvolgendo tutti i 900 dipendenti senza distinzione di ruolo o di livello di responsabilità. SACE ha investito fortemente nel digital learning, ponendo le competenze al centro dello sviluppo professionale. Ha adottato un approccio skill-based, superando la logica dei ruoli fissi, e implementato il modello 70/20/10 per l’apprendimento continuo, integrando formazione operativa, coaching e corsi online. Ogni dipendente può gestire il proprio sviluppo attraverso il Career GPS, uno strumento digitale trasparente. L’Intelligenza Artificiale generativa, tramite l’assistente virtuale SAM, supporta i processi HR e formativi, liberando tempo per attività ad alto valore. Il tempo risparmiato è stato in parte dedicato alla formazione su piattaforme e-Learning (quasi 7.000 ore nel 2024). Questo approccio ha favorito autonomia, responsabilità e produttività, contribuendo alla crescita aziendale e al benessere delle persone.
Adaptive learning: personalizzare il percorso formativo con l’AI
L’adaptive learning è un modello formativo che sfrutta l’Intelligenza Artificiale per creare percorsi di apprendimento personalizzati e dinamici. Ogni utente riceve contenuti, test e attività costruiti in base al suo profilo, alle performance precedenti e ai comportamenti registrati sulla piattaforma.
I punti di forza dell’adaptive learning sono molteplici:
- personalizzazione del contenuto su base individuale: l’algoritmo adatta il percorso ai bisogni dell’utente, proponendo contenuti pertinenti in base al livello di competenza, ai risultati ottenuti nei test e alle preferenze dichiarate o rilevate;
- efficienza nei tempi e nella progressione: il sistema evita la ripetizione di argomenti già acquisiti, focalizzandosi sulle aree da migliorare; questo accelera il time-to-competence e rende l’apprendimento più motivante;
- apprendimento adattivo in tempo reale: i percorsi si modificano man mano che l’utente interagisce con i contenuti, garantendo una sfida formativa costante ma sempre proporzionata.
AI e apprendimento efficace
Secondo i dati dell’Osservatorio HR Innovation Practice strumenti di adaptive learning sono ancora poco diffusi anche se hanno un grande potenziale. Il 9% delle aziende ha già inerito al proprio interno piattaforme con queste capacità e l’8% ha intenzione di farlo a breve.
Altri modelli formativi digitali
Oltre ai tre approcci principali, stanno emergendo modelli che, se ben integrati, possono completare e potenziare le strategie formative. Vediamo quelli che vale la pena di monitorare:
- Social learning: si tratto di un modello formativo di apprendimento tra pari attraverso community, forum e feedback, utile per condividere esperienze e creare senso di appartenenza;
- Scenario-based learning: simulazioni di situazioni reali per allenare il problem solving e la capacità decisionale;
- Gamified learning path: sono percorsi strutturati come giochi, ovvero che prevedono sfide, livelli, badge e progressione narrativa per aumentare l’engagement;
- Learning in the flow of work: contenuti formativi integrati direttamente nelle piattaforme operative quotidiane (es. CRM, Teams, Slack), per imparare senza uscire dal proprio contesto di lavoro.
Scegliere i modelli formative per una strategia efficace
Nell’attuale panorama aziendale non esiste un unico modello formativo valido per ogni situazione. La vera efficacia deriva dalla capacità di combinare i diversi approcci – blended, micro, adaptive e altri – all’interno di una strategia coerente, misurabile e integrata nei processi. Ogni organizzazione dovrebbe scegliere i modelli in base ai propri obiettivi, analizzando varie dimensioni quali:
- tipologia di competenze da sviluppare;
- profilo dei destinatari;
- obiettivi strategici dell’impresa;
- risorse disponibili e grado di maturità digitale.
La capacità di adottare soluzioni flessibili, modulari e personalizzabili sarà ciò che differenzierà le organizzazioni capaci di apprendere e innovare costantemente da quelle destinate a rimanere indietro.