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Costruire competenze diffuse sui dati per prendere decisioni migliori

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La Data Literacy aziendale in sintesi

  • Le aziende italiane stanno investendo sempre di più nel Data Management & Analytics (+20% nel 2025), ma per diventare data-driven servono competenze e cultura del dato
  • La Data Literacy è la capacità di generare informazioni dai dati, interpretarli criticamente e comunicarli in modo utile alle decisioni
  • Promuovere la Data Literacy favorisce la collaborazione tra funzioni, aumenta la fiducia nelle informazioni e rende l’azienda più reattiva al mercato
  • Formazione continua, team cross-funzionali e iniziative come community e hackathon sono gli strumenti principali per costruire competenze sui dati

 

Le organizzazioni italiane, in particolare quelle più grandi, hanno ormai compreso l’importanza di raccogliere dati, analizzarli e trasformarli in decisioni consapevoli. La mole di informazioni disponibili è enorme, generata incessantemente dai sistemi di vendita, dai canali digitali, dai social network o dai sensori che monitorano processi e ambienti, solo per fare qualche esempio. Gli investimenti delle aziende per estrarre valore da questa miniera d’oro sono in aumento: nel 2025 la spesa delle organizzazioni italiane in servizi e soluzioni di Data Management Analytics è cresciuta del 20%, raggiungendo il valore di 4,1 miliardi di euro.

Per creare valore e rendere l’azienda data-driven, però, non basta la tecnologia: serve costruire competenze e diffondere capillarmente la cultura del dato.

Cos’è la Data Literacy

È questo il campo della Data Literacy, definita dall’Osservatorio Data & Decision Intelligence come la capacità di generare informazioni dai dati, interpretarli criticamente e comunicarli in modo significativo per supportare le decisioni aziendali.

La Data Literacy, in pratica, è la capacità delle persone di “parlare e pensare con i dati”. Significa comprendere da dove arrivano, come vengono analizzati e cosa realmente significano per il proprio contesto lavorativo – spiega Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Big Data & Business Analytics e docente del corso “Big Data Revolution: come dominare i dati nell’era digitale” della Digital Management Academy –. È una competenza che unisce conoscenze tecniche, comprensione del business e attitudine al ragionamento basato sui fatti”.

Gli studi dell’Osservatorio mettono in luce come il livello medio di alfabetizzazione sui dati nel tessuto aziendale nazionale sia ancora in fase di crescita. Le organizzazioni italiane hanno ancora molta strada da fare per cogliere il valore dei dati e sfruttarne pienamente il potenziale.

Perché promuovere la Data Literacy

Aumentare la Data Literacy non è solo un investimento in formazione: è una scelta strategica che crea il terreno fertile per far crescere l’utilizzo dei dati in azienda e rendere i processi decisionali data-driven ogni qualvolta ciò sia possibile. Una cultura diffusa del dato migliora la collaborazione fra funzioni tecniche e operative, un passaggio cruciale per superare le resistenze delle persone verso gli strumenti di Data Analytics, percepiti come complessi e spesso relegati nelle direzioni IT. Inoltre, aumenta la fiducia nelle informazioni e permette di reagire più rapidamente ai cambiamenti del mercato. Promuovere la Data Literacy attraverso formazione continua e altre attività dedicate è dunque un processo che crea una connessione positiva tra tecnologia e persone, favorendo un nuovo modo di lavorare basato sull’evidenza, e non più solo sull’intuizione personale dei manager.

Come costruire competenze diffuse sui dati

L’Osservatorio Data & Decision Intelligence individua tre principali leve per diffondere la cultura del dato: tecnologia, organizzazione e cultura.

Tecnologia accessibile

La tecnologia deve diventare un alleato dell’accessibilità, facilitando la lettura e l’interazione con le informazioni. Ormai tutte le grandi organizzazioni, ovvero quelle più evolute, fanno ampio uso di strumenti di Self-service analytics, che danno autonomia alle persone nell’accesso e manipolazione dei dati. Sono fondamentali anche le interfacce di Data Visualization, che consentono di rappresentare i dati in modo chiaro e intuitivo. La visualizzazione dei dati può essere vista come una vera e propria lingua comune che consente a tutti di comprendere informazioni complesse e utilizzarle consapevolmente. Grafici, mappe interattive e dashboard non sono solo strumenti tecnici, ma diventano il veicolo di una comunicazione strategica.

Organizzazione e collaborazione

Costruire competenze sui dati richiede anche di intervenire sull’organizzazione: occorre favorire la collaborazione fra le funzioni aziendali e introdurre ruoli di collegamento tra tecnologi e persone di business. Queste specifiche figure sono conosciute con il nome di Analytics Translator e hanno il compito di trasformare le analisi in linguaggio comprensibile per i decisori.

Formazione continua

Infine, la leva culturale rappresenta la dimensione più potente: la formazione continua e mirata, dai corsi di alfabetizzazione ai workshop pratici, consolida la consapevolezza collettiva. I corsi di formazione sull’utilizzo delle soluzioni di Data Analytics vengono svolti dal 61% delle grandi aziende italiane, mentre la creazione di team cross funzionali mirati alla diffusione di competenze è una pratica adottata nel 58% dei casi. Per diffondere la Data Literacy è utile anche coinvolgere i collaboratori in momenti informali di confronto e sperimentazione, che promuovono interesse e curiosità verso il dato e rafforzano la collaborazione, come le data community o gli hackathon aziendali.

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