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Come scrivere un prompt efficace: una guida pratica

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Il prompt è una frase, ovvero un insieme di parole, che esprime cosa desideriamo ottenere da un sistema di Intelligenza Artificiale.

Un prompt efficace e ben formulato deve essere preciso, chiaro e specifico. Non basta che la frase sia corretta dal punto di vista linguistico: deve permettere all’utente del sistema AI di raggiungere esattamente l’obiettivo desiderato nel minor tempo possibile.

In genere il processo avviene per passi successivi, creando cioè una sorta di dialogo con il sistema: i prompt sono quindi diversi e vengono forniti in più fasi, per aumentare gradualmente la precisione dell’output. Questo percorso in alcuni casi è guidato direttamente dai chatbot, che sono progettati per generare in automatico le domande che servono a comprendere meglio e a orientare la richiesta inserita dall’utente. In caso di errori o allucinazioni, inoltre, può essere utile scrivere semplicemente: “Riprova”, specificando cosa manca o cosa è errato.

5 regole per un prompt efficace

Sebbene non esistano regole assolute, l’esperienza suggerisce alcune buone pratiche. Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence, spiega che “Sono elementi fondamentali di un prompt efficace la chiarezza, il contesto e una direzione ben definita. È necessario evitare il più possibile ambiguità. La specificità aiuta il modello a comprendere esattamente cosa si desidera. Al contrario, un’istruzione ambigua o generica tende a generare risposte imprecise o poco utili”.

Vediamo 5 regole base da seguire, con esempi pratici, per ottenere risposte pertinenti, complete e di qualità. La struttura di un prompt efficace dovrebbe prevedere tutti questi aspetti.

1.     Specificare il ruolo

Va fornito al sistema il profilo della persona a cui l’AI deve rispondere, ad esempio giornalista, esperto, consulente o insegnante. Un esempio di frase da inserire nel prompt è: “Agisci come se fossi un docente universitario”. Oppure: “Sei un giornalista B2B”. Questo permette all’AI di comprendere il livello di profondità della risposta e che tipo di linguaggio utilizzare.

2.     Definire l’obiettivo

Occorre chiarire l’esito atteso della generazione, fornendo quanti più dettagli è possibile sul formato dell’output desiderato. Un esempio di frase da inserire nel prompt è: “Genera un testo di 300 parole in stile giornalistico che descriva i benefici dell’intelligenza artificiale nella sanità in Italia” Oppure: “Riassumi il testo allegato. Organizza il testo per macro-temi principali”. O ancora: “Cambia il tono di questa mail indirizzata a un nuovo cliente. Rendila convincente e accattivante. Non modificare i contenuti”.

3.     Specificare il contesto

Per orientare la risposta è opportuno fornire tutti i dettagli che conosciamo. Se si desidera una risposta su un argomento storico, per esempio, è utile includere informazioni contestuali rilevanti e specifiche, come il periodo di tempo esatto e il luogo. Lo spesso vale se si chiedere di scrivere una mail. Un esempio di frase da inserire in un prompt efficace è: “Scrivi un’email al direttore commerciale di un’azienda di moda che si chiama “La Bella Vita” e che si trova a Milano”.

4.     Definire l’Output

Bisogna anche indicare la forma desiderata del contenuto generato, come un testo breve, un elenco o una sintesi. Un esempio: “Crea un testo come elenco puntato sintetico (3-4 righe ciascuno)”. Oppure: “Riassumi l’intervista nel file audio allegato in 100 parole. Usa il formato giornalistico domanda e risposta”.

5.     Stabilire il tono

Va inoltre specificato il tono che si desidera, ad esempio neutro, professionale, creativo, amichevole, convincente, gentile e così via. Se l’obiettivo è scrivere una fiaba per bambini chiederemo che venga utilizzato un linguaggio semplice; se invece è un documento di lavoro serve un linguaggio professionale, specifico del settore. La scelta di un tono appropriato incide sensibilmente sulla qualità del contenuto generato.

Quali sono le tipologie di prompt

È opportuno sapere che, dal punto di vista dell’utilizzo e dell’obiettivo che si vuole ottenere, le tipologie di prompt più diffuse sono due.

  • Descrittivo: si definisce in modo molto preciso l’output desiderato, come abbiamo visto.
  • Classificazione: si fornisce un insieme di dati da organizzare secondo criteri specifici che vengono specificati nel prompt. Si può, ad esempio, chiedere al sistema di etichettare recensioni di prodotti secondo tre categorie, “positive”, “neutre” e “negative”, oppure di catalogare una lista di articoli scientifici per area disciplinare.

C’è un’altra classificazione da tenere a mente, che riguarda il modo in cui viene fornito il prompt al sistema.

  • System prompt: consiste in una serie di istruzioni che vengono impostate di default sul sistema di IA Generativa dagli stessi sviluppatori o da tecnici IT. Per l’utente interagire con il sistema diventa immediato, perché non deve inserire il prompt ogni volta. È quindi ideale per attività che vengono ripetute molte volte allo stesso modo. Questo tipo di prompt, infatti, rimane sempre uguale per tutta la durata della sessione, ovvero non cambia al variare dell’interazione dell’utente.
  • User prompt: è il messaggio o la domanda che l’utente invia all’IA durante l’uso. È l’input immediato che spiega al modello cosa fare o quale informazione fornire in quel momento. A differenza del system prompt, lo user prompt cambia ogni volta che l’utente interagisce con il sistema, perché risponde a richieste specifiche e diverse.

L’importanza del prompting nel mondo del lavoro

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando le competenze richieste in molti ambiti. Saper scrivere prompt è diventato indispensabile per molti lavori. Non serve essere uno specialista, ma oggi il prompt va considerato come uno strumento operativo essenziale, che deve essere nella “cassetta degli attrezzi” di molti professionisti. Conoscere come formularlo è una competenza sempre più richiesta dalle aziende quando selezionano nuovo personale.

Il motivo è semplice. Nel corso Intelligenza Artificiale in azione: applicazioni pratiche per lavorare della Digital Management Academy della School of Management del Politecnico di Milano viene spiegato che un prompt efficace consente di ottimizzare il tempo impiegato, migliorare la qualità dei risultati e favorire processi creativi.

L’uso di prompt efficaci è così importante che stanno nascendo nuove figure professionali dedicate a questa attività, che vengono denominate Prompt Designer o Prompt Engineer.

Il prompt che genera prompt

Va infine ricordato che gli strumenti di Intelligenza Artificiale generativa non solo eseguono prompt, ma possono anche aiutarci a crearli. È possibile, ad esempio, chiedere al chatbot di generare prompt efficaci partendo da un’idea o da un obiettivo. Oppure di rendere un prompt più efficace, con un semplice comando: “Rendi questo prompt più efficace: [inserire prompt]” Esistono inoltre strumenti specializzati, come Prompt Manager.

Da ultimo, c’è una raccomandazione che vale sempre quando si lavora con l’Intelligenza Artificiale: non affidatevi mai completamente, perché l’AI può sbagliare. “Il controllo umano resta imprescindibile – conclude Alessandro Piva –. Anche un prompt ben costruito non garantisce un risultato perfetto: ogni output va letto, corretto e validato”.

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