Il rapido sviluppo dell’Intelligenza Artificiale sta trasformando il lavoro, portando alla ribalta il ruolo della formazione aziendale. L’AI ha ormai confermato il suo ruolo di leva fondamentale per l’innovazione e la crescita delle organizzazioni, ma senza conoscenze adeguate le imprese rischiano di restare indietro. L’IA sta portando all’automazione di mansioni e processi, e sta cambiando profondamente i ruoli e la struttura stessa delle organizzazioni, generando nuove opportunità e interrogativi per tutti gli attori coinvolti. Collaboratori e manager sono chiamati ad aggiornare le proprie competenze nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale per sfruttare appieno il potenziale di questa tecnologia e garantire la competitività della propria organizzazione.
L’urgenza della formazione sull’Intelligenza Artificiale
L’importanza di investire sul capitale umano emerge ormai con chiarezza da diversi studi. Già nel 2024 una ricerca pubblicata dal World Economic Forum evidenziava che il 58% degli imprenditori intervistati è consapevole che le competenze richieste ai lavoratori cambieranno significativamente nei prossimi 5 anni. Occorre dunque prepararsi: è essenziale che le persone comprendano l’importanza di aggiornare e migliorare le proprie competenze per rimanere competitivi sul mercato del lavoro, e che le organizzazioni le supportino in questo percorso, per non trovarsi fuori mercato.
Un altro studio recente, il report “Global Human Capital Trends” di Deloitte, evidenzia che il gap generato dall’Intelligenza Artificiale non è solo tecnologico, ma soprattutto umano. Il 73% dei leader intervistati riconosce che l’IA agentica cambierà il modo di operare delle organizzazioni, ma solo il 31% si sente preparato a guidare questa transizione. La conclusione dello studio è che oggi il vero elemento differenziante non è la velocità di adozione tecnologica, ma la capacità di prendersi cura dell’intera organizzazione. La formazione è dunque la leva che consente di creare le condizioni affinché la collaborazione tra persone e Intelligenza Artificiale generi valore nel lungo periodo.
La formazione sull’Intelligenza Artificiale per competenze di base
Non tutti devono diventare esperti di Machine Learning o o di Large Language Models (LLM). È chiaro che corsi di AI devono essere mirati alle esigenze specifiche del ruolo aziendale, ma una formazione di base mirata a colmare il gap di competenze digitali è fondamentale a tutti i livelli. La trasformazione è così pervasiva che tutte le figure aziendali sono coinvolte: serve attivare percorsi di upskilling e reskilling che permettano di creare un contesto culturale pronto ad affrontare il cambiamento e a comprenderne i vantaggi.
“Gli strumenti di IA generativa, come ChatGPT, Claude, Perplexity, sono ormai molto diffusi nelle organizzazioni. Tutti servono a generare contenuti: possono scrivere testi, riassunti ed e-mail, creare immagini, tradurre lingue, ragionare su problemi complessi o sintetizzare grandi quantità di informazioni. Tuttavia, non tutti svolgono queste attività allo stesso modo. Conoscerne le caratteristiche peculiari diventa quindi fondamentale per un utilizzo efficace”, dice Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano.
La formazione AI per manager delle Line of Business
Non ci sono naturalmente solo gli strumenti di AI agentica generalisti. Le applicazioni di Intelligenza Artificiale stanno trasformando radicalmente i processi di business, dalla gestione delle risorse umane all’ottimizzazione delle supply chain, dal marketing predittivo allo sviluppo di nuovi prodotti. Una strategia di formazione AI efficace è indispensabile anche per manager e professionisti delle Line of Business, che devono essere aggiornati sulle opportunità emergenti, comprendere il funzionamento degli algoritmi, interpretare i dati e collaborare con team tecnici, favorendo la creazione di valore concreto.
I manager, in particolare, devono avere una ampia comprensione delle principali applicazioni AI nel proprio settore e saperne valutare gli impatti strategici, etici e operativi.
Serve inoltre sviluppare la capacità di lettura critica dei risultati generati dall’IA, e di orientare i progetti di trasformazione digitale basati sulla nuova tecnologia.
Nell’ambito della Supply Chain, in particolare, l’obiettivo non è esclusivamente l’ottimizzazione dei processi. “L’IA consente di trasformare la Supply Chain in un sistema intelligente, in grado di anticipare criticità, reagire in tempo reale ai cambiamenti e supportare decisioni più efficaci, guidate dall’analisi dei dati – dice Piva –. Le imprese che stanno già adottando soluzioni di Intelligenza Artificiale nella filiera stanno ottenendo miglioramenti significativi in termini di accuratezza delle previsioni, rapidità operativa, sostenibilità e qualità del servizio al cliente”.
Un altro settore molto coinvolto nella trasformazione è il Marketing: l’Intelligenza Artificiale è il motore invisibile che rende tutto più semplice, più veloce, più rilevante. “Migliora la personalizzazione delle campagne, accelera le risposte del customer service e aumenta la qualità del supporto”, spiega Piva. Il risultato? Un cliente più soddisfatto, più fedele, più propenso a tornare.

